Loriano Macchiavelli

Loriano Macchiavelli

Loriano Macchiavelli

Loriano Macchiavelli è nato a Vergato (BO) nel 1934. Scrittore, autore di pieces teatrali, racconti e romanzi polizieschi. È il creatore di Sarti Antonio, uno dei più popolari poliziotti italiani. A partire dal 1997 con Francesco Guccini ha dato vita al ciclo del Maresciallo Santovito e successivamente al ciclo dell’Ispettore della forestale Marco Gherardini detto la Poiana.

Elencare le opere scritte è impresa ardua. Ci limitiamo quindi a ricordare quelle che hanno raccolto importanti premi. Nel 1974 vince il Premio Gran Giallo Città di Cattolica|Premio Mystfest con il romanzo Fiori alla memoria. Nel 1980 vince il Premio Tedeschi con il romanzo Sarti Antonio, un diavolo per capello. Nel 1992 vince il Premio di letteratura per l’infanzia con il romanzo Partita con il ladro. Nel 1997 vince il Premio Alassio Centolibri – Un Autore per l’Europa e l’anno successivo il Premio Fedeli – Police film festival con il romanzo Macaronì scritto con Francesco Guccini. Nel 2007 vince il Premio Scerbanenco e rivince il Fedeli – Police film festival con il romanzo Tango e gli altri – romanzo di una raffica, anzi, tre scritto con Francesco Guccini.

 

Giovedì 23 novembre – 18:00 – Biblioteca Civica VEZ
Loriano Macchiavelli presenta “Uno sterminio di stelle. Sarti Antonio e il mondo disotto” (Mondadori) e “Tempo da elfi. Romanzo di boschi, lupi e altri misteri” (Giunti)

Modera Felice Galatioto. Letture a cura di Voci di Carta

 

Macchiavelli Sarti AntonioSarti Antonio, sergente, non è un investigatore che resterà nella storia. E come potrebbe? Colite spastica di origine nervosa, niente Physique du role e neppure caratteristiche culturali necessarie per emergere. Eppure un pregio ce l’ha…

“Bologna non è più la stessa, la gente non sorride più.” È da qualche tempo, precisamente dall’anno del terremoto in Emilia, che Sarti Antonio, sergente, va ripetendo con tristezza questa frase. A dargli ragione ancora una volta arrivano i fatti. Si sta occupando della scomparsa di Nanni Rolandina, una bella ragazza di anni diciannove e occhi turchini, quando viene chiamato d’urgenza dal cantiere del nuovo stadio del Bologna che sorgerà nella località archeologica di Villanova, dove Rosas ha fatto una scoperta interessante. Dagli scavi – per la gioia del capocantiere e dell’impresa costruttrice che dovranno sospendere i lavori – sono emerse, una dopo l’altra, tredici mummie di epoca etrusca, perfettamente conservate. Alcuni particolari risultano subito inquietanti. Intanto i corpi superano i due metri di altezza, hanno il cranio enorme e dodici di loro hanno i femori spezzati come se fossero stati sottoposti a un antico rito funebre. Ai piedi di una delle mummie c’è un omphalos, una pietra con l’incisione di un demone che impugna una mazza. Il mattino dopo Sarti Antonio è convocato di nuovo al cantiere per una macabra novità: nella notte i cadaveri sono diventati quattordici. Accanto alle mummie c’è il corpo dell’architetto Bonanno, progettista dello stadio e direttore dei lavori. Anche lui ha i femori spezzati. E anche ai suoi piedi c’è una pietra ricoperta di segni enigmatici. Chi odiava così tanto l’architetto da inscenare una cerimonia ancestrale? E Rolandina, la ragazza che ha fatto perdere le sue tracce, ha qualcosa a che fare con il mistero? In soccorso di Sarti giungono il talpone Rosas e le sue conoscenze archeologiche. I due avranno modo di rifletterci, come al solito, davanti a un buon caffè sotto i portici, ma per l’occasione proseguiranno le ricerche anche di fronte a un bel cestino di tigelle e crescentine sull’Appennino. È qui, attorno all’antico centro oracolare di Montovolo, che affondano le radici il mistero del demone etrusco e quello, ancora più intricato, di una portantina che viene da un passato di stragi e delitti. Dopo cinque anni di assenza, Uno sterminio di stelle segna il grande ritorno di Sarti Antonio, il personaggio più longevo e amato di Loriano Macchiavelli, alle prese con un caso nuovo e al tempo stesso antichissimo.

 

Macchiavelli tempo da elfiL’indagine più difficile della carriera di Poiana. Perché potrebbe essere l’ultima, ma non solo: perché si troverà a sospettare degli amici più cari, perché dovrà ammettere che l’intuito femminile può essere imbattibile, perché per trovare la direzione giusta dovrà essere pronto a perdersi nel bosco…

Le stagioni si avvicendano sempre uguali a Casedisopra, fra la tabaccheria della Nerina e le due caserme – dei Carabinieri e della Forestale – che invano vigilano sul bar-trattoria di Benito, dove anche quando la stagione della caccia è chiusa il maiale servito in tavola ha un curioso retrogusto di cinghiale… Eppure ultimamente qualcosa sta cambiando. In paese compaiono ragazzi e ragazze dagli abiti colorati, calzano sandali di cuoio intrecciati a mano e vendono i prodotti del bosco e della pastorizia:sono gli elfi, che vivono in piccole comunità isolate sulla montagna, senza elettricità, praticando il baratto e ospitando chiunque bussi alla loro porta senza porre domande. Forse potranno essere loro a prendersi cura del territorio appenninico, sempre più trascurato e spopolato, mentre sul corpo della Forestale incombe il destino di venir riassorbito nell’arma dei Carabinieri? Marco Gherardini, detto Poiana, ispettore della Forestale, non fa in tempo a immalinconirsi con questi pensieri che ecco, nell’aria risuonano due spari proprio quando nemmeno i cacciatori avrebbero licenza di esploderli. E di lì a poco, ai piedi di un dirupo viene trovato un cadavere: proprio un giovane elfo, si direbbe. Inizia per Poiana l’indagine più difficile della sua carriera. Perché potrebbe essere l’ultima, ma non solo: perché si troverà a sospettare degli amici più cari, perché dovrà ammettere che l’intuito femminile può essere imbattibile, perché per trovare la direzione giusta dovrà essere pronto a perdersi nel bosco…