Sergio Gnudi

Sergio Gnudi

Sergio Gnudi

L’autore

Lo scrittore ferrarese Sergio Gnudi ha pubblicato nove opere poetiche. L’ultima nel 2015 è stata Incitamento alla politica. In poesia ha scritto d’amore, con la trilogia A CinziaRaccontami o Dea e Il filo d’Afrodite, con un esplicito richiamo ai neoterici latini. Due sono il libri per ragazzi pubblicati: La mamma racconta gli eroi e Le storie di Antonio. Con il musicista astigiano Beppe Giampà ha creato reading musicali: Era febbraioLe stagioni in città e la Storia delle Storie, sull’epica del Torino calcio. Tra poesia e narrativa è il volume Sensazioni del 2017, dal quale è stato realizzato un film presentato alla fiera del cinema di Venezia del 2018. È del 2018 il romanzo La statua del potere, che si rivolge a un pubblico giovane. Del 2019 la raccolta di racconti Il gioco di Diana, storie di streghe e povere donne. Attualmente sta collaborando a Eridanea: un progetto multimediale sui miti greci nel Basso Po. Ha infine realizzato la scrittura filmica del nuovo lungometraggio La vita che verrà, che sarà presentato al prossimo festival del cinema di Venezia.

Il libro

Sergio Gnudi_Le oscure stanzeSono dieci i racconti di questa raccolta. “Le oscure stanze” narrano di una nobiltà che lentamente declina dopo i fasti rinascimentali degli Estensi. Ferrara si scopre città marginale e provinciale con il Papato e lo sarà sempre di più fino all’Italia dei Savoia. Le grandi famiglie dell’età ducale vivono questa discesa con un’inquietudine che ricerca nell’oscuro, nel tenebroso e nel malinconico le modalità di vita. Sono piccoli ritratti e piccole storie in cui prevale il verosimile e non il reale.

Delle nobili famiglie i cognomi sono reali e collocabili storicamente, ma solo quelli, poiché i personaggi che tali cognomi portano e le loro peripezie sono puro frutto di fantasia. Da una parte lo spaccato di una società che cerca di sopravvivere e che talvolta, nella noia, scopre strade non percorse, dall’altra la complessa natura umana che, improvvisamente, diventa imprevedibile e spesso si chiama fuori dall’ottica comune e dalle stesse regole sociali.