Valter Arnaldo Esposito

Valter Arnaldo Esposito

Valter Arnaldo Esposito

Valter Esposito è nato a Venezia nel 1959. Attualmente ricopre l’incarico di responsabile dell’ufficio stampa del Polo Museale di Venezia per il Ministero dei Beni Culturali. È iscritto all’ordine dei giornalisti dal 1988 e collabora continuamente con i quotidiani Finegil (La Nuova Venezia, Il mattino di Padova, la Tribuna di Treviso) dal 1985. Ha collaborato per diversi anni anche con il quotidiano “La Gazzetta dello sport”. Nel 1995 gli è stato assegnato il premio giornalistico “Città di Mestre” e nel 2003 il premio CONI come miglior giornalista sportivo della provincia di Venezia.

Come scrittore ha pubblicato diversi libri di sport e narrativa. Tra questi nel 2003 Quel giorno ad Anversa-storia dello sport veneziano dal 1900 al 1960, nel 2004 Francesco De Piccoli-storia di una medaglia d’oro. In ambito narrativo la trilogia La notizia nera nel 2007, Il silenzio del pesce luna (2009) e Rosso (2011) tutti per la casa editrice Il Prato di Padova.  Nel 2015 pubblica Buongiorno a tutti e ben svegliati. Parole sparse d’amore e di sangue e nel 2016 Gli amori in versi (Cleup).

Domenica 27 novembre 2016 – 12:00 – Libreria Ubik
Valter Arnaldo Esposito presenta i gialli del commissario Flavio Renzi (Il Prato)

Modera Francesca Brandes

La notizia nera 
Tutto iniziò con una lastra che recitava in questo modo: “modestissima riduzione discale rra quinto e sesto metamero (spazio vertebrale…), che prelude alla comparsa di una discartrosi. Fori di coniugazione di calibro e pareti normali”. Questa la primissima diagnosi, dopo aver passato intere giornate con fastidiosissimi dolori alla colonna vertebrale, in particolare nella fatidica zona lombo-sacrale, quella che affligge gran parte della popolazione. Chi per lavori di tipo usurante e chi per troppa sedentarietà, insomma tutti o quasi dobbiamo soffrire (in silenzio) e sopportar il “mal di schiena”. Quando ti prende, c’è chi lo chiama “colpo della strega”, cominci a sentire una scossa elettrica che ti scuote il cervello ed immediatamente sei pervaso dal sudore, un sudore freddo che cancella dalla tua mente tutti i pensieri. Cominci a tremare e subitaneamente a pensare al peggio, ti senti bloccato ed inutile. Questa sensazione e questa situazione continuavano a ripetersi, sempre più frequentemente.

Il silenzio del pesce luna
Tommaso è un giovane liceale veneziano con un futuro azzurro nel mondo dell’atletica leggera. A Lisbona lotterà fino in fondo per conquistare il titolo europeo giovanile di corsa campestre, ma il suo pensiero è rivolto alla madre Gemma rinchiusa nell’Istituto di pena femminile della Giudecca a Venezia, accusata di omicidio. Purtroppo tutti gli indizi sono contro di lei, nonostante non ricordi nulla di quella sera… Indagherà Flavio Renzi (personaggio già apparso ne “La Notizia nera” precedente romanzo di Esposito), non convinto di questo delitto, incaricato da un integerrimo magistrato. Nell’ambito della storia si sviluppa il rapporto intenso madre-figlio e la forte amicizia tra detenute “vere” e Gemma che pare assumere le vesti del pesce luna. Tra sogni dietro le sbarre, speranze e angosce, alla fine prevarrà la sorpresa, un motivo caro all’autore che in questa occasione ha preso spunto da una storia realmente accaduta.

Rosso
Rosso, rosso, rosso, come qualcosa che brucia dentro. Rosso, rosso, rosso, come il fuoco che distrugge le campagne. Rosso, rosso, rosso, come la bandiera rossa (la trionferà…). Rosso, rosso, rosso, come il sole al tramonto in piena estate. Rosso, rosso, rosso, come le labbra di una puttana. Rosso, rosso, rosso come in una canzone di Piero Ciampi. Rosso, rosso, rosso, come il sangue che esce dalle vene appena ferite.. che non si chiuderanno mai. Una lametta e via, ecco il rosso, rosso, rosso che arriva a fiotti. Rosso, rosso, rosso come l’ultimo bicchiere bevuto ieri sera, la sera prima e quella prima ancora. Rosso, sempre rosso, quasi come alla roulette, tanto tu hai giocato sul nero.